Il “caso” con il Presidente Rossi, nel Consiglio Regionale.

Caro Amico, Cara Amica,

       L’8 maggio è scoppiato un vero e proprio “caso”:
il tutto è nato da un post che ho postato su fecebook e così ha fatto la mia collega Elisa Montemagni.

Il post diceva:

“Miracolo in Consiglio regionale: dopo mesi di assenze si e’ fatto vivo il presidente Enrico Rossi. Stavamo per chiedere l’intervento della trasmissione ‘chi l’ha visto’! Nel 2020 vinciamo noi”.
(il post lo trovate sulla mia pagina Facebook: Jacopo Alberti Consigliere Regionale LEGA Firenze)

         Francamente dopo tutta questa assenza “ingiustificata”, ho solo raccontato la verità in modo ironico.
         Oggi i social sono diventati il più svelto sistema di informazione un modo per essere sempre in contatto con le persone e trovo giusto poterle far partecipare (talvolta “in diretta”) a quello che sto facendo.
          Ma nel consiglio è scoppiata una bagarre inaudita, tanto da sospendere i lavori. Rossi si è risentito per i post su Facebook, addirittura definendo questa “politica schifosa” chiedendo provvedimenti e dopo la mia ulteriore battuta … – Presidente, la sua rivoluzione socialista prevede la democrazia ? – , ha detto che voleva mettermi le mani sul muso.

           Credo che in tutta questa vicenda ci sia poco di  democratico, perché io accetto anche gli insulti e sono disposto a discutere ma non sono abituato a minacce verbali, tanto piu’ dal Presidente della Regione che si dice paladino dell’antifascismo. 

           Capisco che Rossi sia in agitazione perchè non li vota più nessuno, ma ricordo che in Italia c’è la libertà di espressione e ritengo che in il Consiglio regionale sia un luogo pubblico. Quindi con la possibilità di pubblicare tutte le foto e tutti i commenti che vogliamo, ovviamente senza offendere nessuno. 

            Rossi farebbe bene a rivedere la sua natura facinorosa.

Un caro Saluto,

Jacopo Alberti

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