Ecco alcune delle proposte attuate nel 2019 e decreti che vorremmo attuare.

Dall’abbassamento delle tasse per tutti, alla quota 100, ecco le proposte che sono diventate legge e decreti che vorremmo portare avanti.

Si tratta, di decreti attuati nel contratto programmatico di Governo (con MS5), 4 decreti sono stati attuati come stabilito, tre dei più importanti sono stati stoppati in seguito alla recete caduta del governo, ma che Salvini continuerà a portare avanti con forza. Le nostre proposte sono sempre state: meno tasse, meno debito e meno disoccupazione. Scegliere che Italia vogliamo, SI PUÒ.

(Legge Attuata dal governo Lega/5MS).

Di certo il primo evidente risultato è stata la drastica riduzione del numero di migranti sbarcati in Italia. Le battaglie, anche legali, con le navi delle Ong, il caso della Diciotti, Carola Rackete, sono episodi che raccontano la politica dei “porti chiusi” voluta fortemente dal leader della Lega. Un risultati di Matteo Salvini che ha portato a poche migliaia il numero dei migranti clandestini arrivati in Italia rispetto alle centinaia di migliaia degli anni precedenti. Nel 2017 gli sbarchi sono stati ben 93.333, nel 2018 sono stati 17.838, nel 2019 solo 3.182, questi i dati aggiornati a luglio 2019.

Fonte: Panorama.it

(Legge Attuata dal governo Lega/5MS)

L’altra battaglia del Governo ha riguardato le pensioni; una modifica nata dalla lotta alla Legge Fornero (per Salvini una cosa a dir poco diabolica) e denominata Quota 100 (dove 100 sarebbe la somma tra età anagrafica e anni di versamenti contributivi. Ad esempio a 62 anni di età con 38 di contributi). Una manovra che negli intendi avrebbe anche garantito decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Fonte: Panorama.it

(Legge Attuata dal governo Lega/5MS)

Matteo Salvini in prima persona si è da sempre battuto per la modifica delle norme sulla Legittima Difesa. Norma che ora non contempla più il principio della proporzionalità della difesa e che quindi vede di fatto azzerarsi il reato di “eccesso” di legittima difesa. Reagire, quindi, se aggrediti in casa propria o nel proprio negozio, si può.

Fonte: Panorama.it

(Legge Attuata dal governo Lega/5MS)

Il ddl Anticorruzione, rinominato “Spazzacorrotti”  prevede il cosiddetto “Daspo a vita” per i corrotti, la figura dell’agente sotto copertura, l’utilizzo di trojan per le intercettazioni. Il provvedimento, inoltre, stabilisce che non sia punibile chi ha commesso i reati di corruzione se li denuncia volontariamente, se fornisce indicazioni utili e concrete per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili. Sono inoltre previste norme più stringenti su partiti e movimenti politici: sarà obbligatorio rendere pubblici, sul sito internet del partito o del movimento politico, i dati di chi eroga contributi superiori a 500 euro all’anno, sia a partiti o movimenti politici che alleliste di candidati alla carica di sindaco partecipanti alle elezioni amministrative nei comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti.

Fonte: Panorama.it

Su questa legge Salvini si è battuto sempre con forza da tempo, chiamata FLAX TAXIl decreto prevede vari punti:

Al primo punto la flat tax per le famiglie finalizzata a ridurre il carico fiscale sul ceto medio. Nella scheda non si entra nel dettaglio. Salvini però ha anticipato da tempo che l’aliquota sarà del 15%. Quanto alle coperure, il progetto della Lega prevede che una parte arrivi dal taglio di deduzioni e detrazioni fiscali. Ai contribuenti verrà data però la possibilità di decidere se utilizzare la tassa piatta o mantenere l’attuale sistema usufruendo ancora degli sconti fiscali.

Sempre alla flat tax è dedicato anche il secondo punto. Destinatari in questo caso sono le società. E per i soggetti “diversi dalle persone fisiche” al terzo punto si prevede anche una sanatoria attraverso il cosiddetto “saldo e stralcio”. Al punto numero 4 vengono poi rilanciati i Cir, acronimo di Conti individuali di risparmio. Gli ultimi due punti sono infine dedicati al rapporto contribuenti/fisco. «Chiarezza e motivazione degli atti e dell’onere della prova». Salvini nella conferenza stampa di presentazione del decreto Viminale ha sottolineato la necessità di rivedere la normativa sull’inversione dell’onere della prova per ribaltare il sistema attuale in cui si parte dal presupposto che sia l’accusato e non l’accusatore a dover portare le prove per discolparsi. Sul “sistema sanzionatorio” insiste ancheil sesto ed ultimo punto prevedendone la revisione «in materia di neutralità dell’imposta sul valore assoluto».

Fonte: ilsole24ore.com

Già un anno fa le imprese erano d’accordo per sostenere la TAV, opera per la quale sono già stati spesi 1,5 miliardi, e 240 milioni di lavori appaltati. Gliinterventi sono finanziati al 50% dall’Unione Europea, per il resto divisi tra Italia e Francia. Ma proprio per l’ingente spesa dire NO, oltre che non aprire una via di comunicazione su rotaia importantissima, comporterebbe buttare via tutti gli investimenti fatti. Chi dice che il trasporto su rotaia è minore ha ragione: perché senza infrastrutture è normale trasportare le merci in altro modo. Arrestare le vie di trasporto vorrebbe dire fermare il progresso, ecco perché la Lega si è sempre battuta per realizzare la TAV.

Fonte:ilsole24ore.com

Per approfondire

La proposta, pubblicizzata su tutti i giornali il 13 Agosto 2019, prevede il taglio di ben 345 parlamentari, in base all’articolo 62 della Costituzione. È  stata votata da Lega e MS5 al Senato il 7 febbraio 2019, poi alla Camera il 9 maggio 2019, poi di nuovo al Senato l’11 luglio 2019. Ora manca pochissimo, solo l’attuazione del voto, ma tutto per ora è stato bloccato dal nuovo Governo Conte. Attenderemo fiduciosi.

Fonte:ilblogdellestelle.it

Per approfondire

Cos’è la flat tax? In generale, si tratta di una misura fiscale meno complessa. Il principio di base è che, anziché un sistema di tassazione progressivo Irpef che si basa su aliquote e scaglioni a cui sottrarre le detrazioni per il lavoro dipendente, la tassa piatta prevede un’imposizione fiscale uguale per tutti i soggetti sotto una determinata fascia di reddito. Tra i vantaggi ci sarebbe il recupero delle tasse mai pagate dagli evasori.

Come funziona:

Nel 2019, per come è stata approvata la legge di Bilancio, la flat tax non sarà a pieno regime. Queste le 3 aliquote della tassa piatta prevista per quest’anno per le partite Iva di autonomi e professionisti.

Aliquota flat tax al 5% per le startup;

Aliquota flat tax al 15% per i redditi sotto i 65.000 euro.

Circa un milione e mezzo le partite Iva interessate dalla manovra secondo Armando Siri, tra i promotori della riforma fiscale. Nel disegno di legge sarebbe prevista un’imposta sostitutiva forfettaria al 7% per i pensionati che trasferiscono la propria residenza dall’estero al Sud Italia. Vale per i comuni con popolazione non superiore ai 20 mila abitanti.

Dal 2020 entrerà in vigore anche una flat tax al 20% per il reddito compreso tra i 65.000 e i 100.000 euro. Il costo previsto per la manovra è di 330 milioni di euro per quest’anno e di quasi 2 miliardi per il 2020.

Flat tax familiare e Ires al 20%

I due cambiamenti davvero rivoluzionari nel sistema fiscale, che partiranno dal 2020, riguardano la flat tax per le famiglie con reddito complessivo fino a 50.000 euro (pagheranno una aliquota Irpef al 15%) e per le imprese (dovranno versare l’Ires al 20%, ridotta di 4 punti percentuali rispetto all’imposta attuale).

Questa misura per le famiglie ridurrà le cinque aliquote Irpef attuali, dal 23 al 43% in base agli scaglioni di reddito, a tre aliquote. Ma la vera novità è che il sistema di tassazione non sarà più calcolato sul singolo contribuente, ma sul nucleo familiare (qualora il reddito totale sia inferiore ai 50.000 euro, per le altre famiglie la situazione rimane invariata). Cambia anche il sistema delle detrazioni proporzionali attuali, sostituite da deduzioni fisse in base alla composizione del gruppo familiare.

Per approfondire

Salvini segretario (2013-attuale)

Nel dicembre 2013 viene eletto segretario Federale della Lega Nord, Matteo Salvini, nel congresso del movimento tenutosi al Lingotto di Torino.

Agli inizi della primavera del 2014 venne lanciata dalla Lega Nord la raccolta firme per cinque referendum, che riguardano l’abrogazione delle leggi Merlin e Mancino e della riforma delle pensioni Fornero e l’abolizione dei concorsi pubblici per gli immigrati e delle prefetture. Il 25 giugno vennero depositate in Cassazione 3 milioni di firme raccolte a sostegno dei cinque referendum, di cui 570.000 per il solo quesito sulla legge Fornero. Tale referendum fu l’unico ad ottenere le 500 mila firme necessarie, ma non si andò mai alle urne a causa della bocciatura della Corte Costituzionale, avvenuta nel gennaio successivo.

Il successo alle Europee e alle Regionali in Emilia-Romagna

Alle Elezioni europee del 2014 la Lega Nord ottiene il 6,2% dei voti, eleggendo cinque europarlamentari al

Parlamento Europeo: Mara BIZZOTTO, Mario BORGHEZIO, Gianluca BUONANNO, Matteo SALVINI, Lorenzo FONTANA. La Lega di Matteo Salvini stringe un’alleanza con il Front National di Marine Le Pen con cui condivide gli ideali di abbandonare la moneta unica Euro per riacquistare la sovranità monetaria andando così a formare il Movimento per un’Europa delle Nazioni e della Libertà, a cui si aggiunge il Partito delle Libertà Austriaco. Alle Elezioni regionali del 23 novembre, la Lega raggiunge in Emilia Romagna, con il candidato governatore Alan Fabbri, il 19,4% dei consensi, divenendo secondo partito e doppiando Forza Italia.

Il 19 dicembre 2014 Salvini fonda il Noi con Salvini come controparte della Lega Nord nel Centro e Sud Italia. Ad esso hanno aderito il deputato siciliano Angelo Attaguile e il senatore Raffaele Volpi, pur rimanendo nei rispettivi gruppi della Lega Nord alla Camera e al Senato.

Il 28 febbraio 2015 Salvini organizza a Roma in piazza del Popolo una manifestazione contro Matteo Renzi, cui prendono parte Fratelli d’Italia e CasaPound, alla quale partecipano 100 mila persone.

Ad aprile inizia la campagna elettorale per le regionali: in Veneto viene ricandidato il presidente uscente Luca Zaia, sostenuto anche da FI e FdI mentre in Toscana si presenta Claudio Borghi, appoggiato anche da FdI. In Liguria in un primo momento viene proposto il consigliere Edoardo Rixi, ma a seguito del sostegno degli azzurri a Zaia in Veneto la Lega sostiene il forzista Giovanni Toti assieme al resto del centro-destra. In Puglia viene presentata la lista Noi con Salvini in coalizione con FI a sostegno di Adriana Poli Bortone. Nelle Marche la Lega sostiene Francesco Acquaroli, sindaco di Potenza Picena ed esponente di FdI, mentre in Umbria assieme al resto del centro-destra appoggia il sindaco di Assisi Claudio Ricci. In Campania non presenta nessuna lista in base ad un accordo nazionale con Forza Italia.

Le Regionali del 2015

Il 31 maggio sono risultati vincitori Luca Zaia (riconfermato con il 50% dei voti, di cui oltre 23% della Lista Zaia Presidente, un 17,8% della Lega Nord, che nelle precedenti regionali del 2010 aveva ottenuto il 35,2%) e Giovanni Toti (34%, di cui il 20,3% ottenuti dalla Lega Nord, un raddoppio rispetto alle precedenti regionali del 2010 in cui aveva ottenuto il 10,2%). Nelle altre regioni ottiene buoni risultati: in Toscana risulta essere secondo partito con il 16,2% dei voti (rispetto al 6,8 delle precedenti regionali del 2010), in Umbria raggiunge il 14% (nel 2010 era ferma al 4,3), nelle Marche, dove nel 2010 la Lega aveva ottenuto il 6,3%, ha raccolto il 13% delle preferenze. In Puglia, dove Noi con Salvini si è presentato per la prima volta, ha raccolto il 2,3%.

In Toscana vengono eletti i Consiglieri Regionali: Claudio Borghi, Manuel Vescovi, Jacopo Alberti, Elisa Montemagni, Marco Casucci, Roberto Salvini.

Nasce la Lega Nord

La Lega Nord, è un partito politico italiano nato dall’unione di sei movimenti autonomisti regionali del nord Italia: Lega Lombarda, Liga Veneta, Piemont Autonomista, Union Ligure, Lega Emiliano-Romagnola e Alleanza Toscana.

Il partito, giornalisticamente noto come il Carroccio, è attivo soprattutto nell’Italia settentrionale, ma è presente anche in alcune regioni del Centro e in Sardegna.

Fondatore e per oltre 20 anni segretario federale è stato Umberto Bossi, dal 5 aprile 2012 presidente federale. Nel 2012 a Bossi è subentrato Roberto Maroni. Dal 15 dicembre 2013 il segretario del partito è Matteo Salvini.

Da alleanza a confederazione (1983-1990)

Alle elezioni amministrative del 1983, la Liga Veneta, partito regionalista del Veneto, elegge un deputato, Achille Tramarin, e un senatore, Graziano Girardi. Alle successive elezioni del 1987 un altro partito regionalista, la Lega Lombarda, attiva nel territorio della Lombardia, ottiene rilevanza nazionale con l’elezione del leader Umberto Bossi in Senato. Nel 1989, alle elezioni europee di giugno, i due partiti, assieme ad altri movimenti regionalisti, si presentano sotto il nome di «Lega Lombarda – Alleanza Nord». Il cartello elettorale ottiene l’1,8% dei voti.

Il 4 dicembre 1989 nasce ufficialmente il Movimento Lega Nord: a Bergamo vengono sottoscritti davanti ad un notaio l’atto costitutivo e lo statuto. Il nuovo soggetto politico confederale riunisce in modo definitivo le seguenti forze politiche:

Lega Lombarda di Umberto Bossi, Franco Castellazzi e Francesco Speroni;

Liga Veneta di Franco Rocchetta e Marilena Marin;

Piemònt Autonomista di Gipo Farassino;

Union Ligure di Bruno Ravera;

Lega Emiliano-Romagnola di Giorgio Conca e Carla Uccelli;

Alleanza Toscana di Riccardo Fragassi.

In seguito la Lega crea delle sezioni regionali nelle province autonome di Trento e Bolzano, in Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Umbria e Marche. In poco tempo gli altri partiti italiani iniziano a considerare la Lega come un autentico avversario.

I leghisti passano alle contestazioni e risponderanno con un proprio raduno a Pontida il 25 marzo dello stesso anno: il primo di una lunga serie di raduni (solo nel 2004, perché Bossi era gravemente malato, nel 2006 e nel 2012 non presero luogo).

Il 1º maggio 1990 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga allude alle leghe.

La fusione definitiva e i primi successi elettorali (1991-1993)

Nei giorni 8-9-10 febbraio 1991, al I° Congresso della Lega Lombarda, tenutosi al Centro Congressi dell’Hotel Ripamontidue di Pieve Emanuele, viene approvata la confluenza nella Lega Nord.

Alle elezioni politiche del 1992, celebrate nel mezzo dello scandalo di Tangentopoli, la Lega Nord, con l’8,6% alla Camera e l’8,2% al Senato dei voti a livello nazionale, ottiene 80 parlamentari, di cui 25 senatori e 55 deputati. Bossi e i suoi parlamentari festeggeranno un mese dopo per tre giorni il successo elettorale a Pontida.

Elezioni politiche 1994: la prima breve stagione al governo

In occasione delle elezioni politiche 1994, le prime celebrate col sistema maggioritario, quando ancora il Paese vive una situazione di transizione dal sistema della Prima Repubblica a quello del bipolarismo, la Lega si allea con Silvio Berlusconi, entrato in politica fondando il movimento di Forza Italia e organizzando in breve tempo una coalizione di centrodestra. Il governo è destinato a durare in carica soltanto pochi mesi.

Il ritorno col centrodestra: nasce la CdL e vince le Politiche 2001

Tra il 1999 e il 2000 la Lega si avvicina nuovamente alla coalizione di centrodestra, rinsaldando i rapporti con Silvio Berlusconi e il suo partito, Forza Italia. La nuova alleanza tra Lega, Forza Italia, AN e centristi, che viene chiamata Casa delle Libertà, muove i primi passi già alle elezioni regionali del 2000, quando la Lega, alleata della CdL, conquista posizioni di rilievo nelle giunte regionali e locali; il successo della CdL provocherà le dimissioni del Governo D’Alema II.

Il Referendum costituzionale del 2006

Fra 18 ottobre 2004 e il 16 novembre 2005 il Parlamento dà i quattro sì necessari per modificare la Costituzione e introdurre la devolution, cioè la devoluzione alle regioni della potestà legislativa esclusiva in materia di organizzazione scolastica, polizia amministrativa regionale e locale, assistenza e organizzazione sanitaria, riforma fortemente voluta dalla Lega. Tuttavia l’approvazione è avvenuta a maggioranza semplice e questo obbliga la maggioranza a indire un referendum confermativo.

Il secondo referendum costituzionale, dopo quello del 2001 sulla riforma del Titolo V, si tiene così il 25 e 26 giugno 2006 e a questo partecipa il 52,3% degli aventi diritto. La maggioranza dei voti risulta di parere contrario alla riforma costituzionale. In sole due regioni, Lombardia e Veneto, i sì prevalgono sui no. Il progetto federalista della Lega subisce così una battuta d’arresto. Bossi ammetterà di essere «un po’ deluso da questa Italia che fa un po’ tristezza»

Politiche 2008: il ritorno al governo

Alle elezioni politiche del 2008 la Lega partecipa alla coalizione del centro-destra con Il Popolo della Libertà e il Movimento per l’Autonomia, candidando ancora una volta Berlusconi a Presidente del Consiglio. Il partito di Bossi ha presentato le proprie liste e il proprio simbolo tuttavia esclusivamente nelle regioni del Centro-Nord: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Marche e Umbria.

Al voto, la Lega ha ottenuto un risultato di rilievo, partecipando in maniera decisiva alla vittoria del centro – destra e ottenendo l’8,30% alla Camera e l’8,06% al Senato, in netto rialzo rispetto alle precedenti votazioni.

Caduta del IV governo Berlusconi e passaggio all’opposizione

Successivamente alle dimissioni di Silvio Berlusconi dell’autunno 2011, la Lega è contraria a qualsiasi governo tecnico, chiedendo il ritorno alle urne. Alla nascita del Governo Monti la Lega, contrariamente agli ex alleati del Popolo della Libertà, si colloca fin dal primo istante all’opposizione di tale governo: infatti la Lega è stata l’unico partito del Parlamento a votare contro la fiducia d’insediamento del tecnico Mario Monti.

Elezioni politiche del 2013, opposizione al governo Letta

Alle elezioni politiche del 2013 la Lega decide di correre in coalizione col Popolo della Libertà con Berlusconi capo coalizione presentandosi insieme alla Lista 3L, partito politico guidato dall’ex ministro Giulio Tremonti, uscito nel 2012 dal Popolo della Libertà e ex ministro dell’economia in governi guidati da Silvio Berlusconi.

Questa tornata elettorale vede il partito ottenere a livello nazionale il 4,08% per l’elezione della Camera dei Deputati e il 4,33% per il Senato.