Ecco qual’è la priorità del nostro Governatore della Toscana:

Grazie a Enrico Rossi la Toscana diventerà un campo profughi nazionale. 

A dicembre 2018, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ha annunciato una legge per contrastare il Decreto Sicurezza (il cosiddetto Decreto Salvini).

(Modifiche a una legge regionale già esistente, la LR 24 febbraio 2005, n. 41 “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”).

Tutti i diritti, con le modifiche della legge, saranno allargati a tutti gli stranieri presenti nel territorio toscano, a prescindere dal titolo di soggiorno, ovvero anche a chi vive in Toscana senza permesso di soggiorno, clandestini, e persone su cui pende un decreto di espulsione.

Per chi vuole approfondire in fondo alla lettera trovate il link.

Peccato che il Governatore della Toscana dovrebbe preoccuparsi di assistere quei 185mila residenti che vivono in regime di povertà, non chi arriva qui e pretende di essere mantenuto dallo Stato.

Ci sono 55mila famiglie in Toscana che hanno bisogno, 185mila toscani che vivono in povertà secondo i dati ISTAT.

Conosco personalmente toscani che non hanno i soli per pagare l’affitto e che non arrivano a fine mese nemmeno per fare la spesa.

Ma Rossi non riesce a immedesimarsi con la loro situazione, non immagina nemmeno quanto possa essere tremendo per gli italiani che non hanno una casa, e che stanno aspettando da anni la casa popolare, che non  hanno un lavoro, che non possono permettersi di comprare un regalo ai propri figli, sentire le parole del Governatore, che ancora una volta, mette prima immigrati e migranti, rispetto agli italiani mi pare un atto di razzismo all’incontrario.

Con questa campagna nazionale anti-decreto sicurezza Rossi sta facendo passare il messaggio della Toscana come ‘Paese del Bengodi’ per gli immigrati irregolari, ma quando tutti questi clandestini si riverseranno qui,il sistema sanitario (già al collasso) si ritroverà ingolfato e di fatto si bloccherà, le scuole non basteranno più, così come gli insegnanti, gli assistenti sociali si troveranno a far fronte a una mole di famiglie da accontentare ‘per diritto acquisito’.

Nessun medico si può rifiutare di curare una persona, chiunque sia, nel momento in cui per esempio si presenta a un pronto soccorso o se ha un malore. Ma il sistema sanitario toscano si bloccherà nel momento in cui i clandestini di altre Regioni si riverseranno qui. Alla fine a rimetterci saranno come sempre i toscani, che si ritroveranno a pagare l’assistenza anche ai clandestini. Da dove prenderà i soldi la Regione per questa legge? Non c’è alcuna copertura finanziaria nella proposta, non ci sono voci a bilancio. Alla fine pagheranno i toscani, come sempre

Ci troveremo davanti a una normativa che favorisce i soliti inciuci tra amici degli amici e “magheggi” tra cooperative dei cugini degli amici degli amici, agevolazioni per le associazioni dello zio dell’amico dei soliti amici. Adesso basta con questo sistema: la Regione ha il dovere di occuparsi prima di tutto dei diritti dei toscani.

I diritti, gli stessi diritti, dovrebbero averli chi contribuisce in eugual modo alla comunità.
Nulla in contrario a garantire le cure di primo soccorso, però forse dovrebbero essere premiati coloro che da anni pagano lo stato con i loro contributi.

Non ci scordiamo inoltre questo dato:

La Toscana ha – 680 milioni di debito! quindi i soldi dove li andranno a trovare?

Jacopo Alberti